La dieta mediterranea riduce il rischio linfoma

Un altro grande beneficio da associare al regime alimentare nostrano

23 Marzo 2020

La dieta mediterranea riduce il rischio di linfoma: lo riporta la rivista International Journal of Cancer. Com'è ormai assodato, una sana alimentazione ricca di cereali integrali, legumi, frutta e verdura, una fortissima riduzione del consumo di zuccheri e carni conservate, giova alla salute su più piani. La dieta mediterranea aiuta la perdita e il controllo del peso, protegge dall’incidenza di malattie cardiovascolari, contrasta diabete e colesterolo, riduce il rischio di infarto e di altre patologie gravi. Ma non è finita qui.
Una nuova ricerca condotta in tutta Europa ha evidenziato un’associazione inversa tra dieta mediterranea e rischio di sviluppare un linfoma.

La ricerca

Lo studio fa parte dell'EPIC (European Prospective Investigation into Nutrition and Cancer), il grande progetto europeo nato più di 26 anni fa per comprendere il legame tra alimentazione e cancro.
«Sapevamo dell’effetto protettivo della dieta mediterranea contro l’insorgenza di tumori in generale e di specifici sottotipi come il cancro mammario, quello colonrettale e quelli gastrointestinali, ma non avevamo ancora informazioni chiare sul possibile legame con il linfoma» spiegano gli autori della ricerca guidati da Marta Solans, dell’Università di Girona (Spagna).
Per arrivare a determinare ciò, i ricercatori hanno fatto degli esperimenti assegnando ai partecipanti un punteggio in base alla loro aderenza alla dieta mediterranea (quindi chi seguiva la dieta aveva un punteggio più alto) e hanno notato che per ogni aumento di una unità in questo punteggio vi era una riduzione del 2% nel rischio di linfoma.
«L’associazione è significativa, ma non abbiamo osservato differenze tra i diversi sottotipi di linfoma, molto probabilmente perché non avevamo a disposizione un numero sufficiente di casi. Resta però il fatto che per la prima volta in questo studio è emersa un’associazione tra il tipo di dieta seguita e un tumore ematologico, un dato che vale di certo la pena approfondire e confermare con ulteriori studi» concludono i ricercatori.